Trattamento per i denti che si muovono

Dentista Rovigo (Castelguglielmo) - Studio Dentistico Ferrari

La mobilità dentale, sia che coinvolga un solo elemento sia che riguardi tutti i denti dell’arcata, è una condizione da non sottovalutare. Si tratta infatti di un disturbo caratterizzato dal fatto che, appunto, uno o più denti anziché essere ben ancorati all’osso sono visibilmente mobili. In condizioni fisiologiche normali i denti presentano una certa mobilità, ma si tratta di qualcosa di molto lieve: questa mobilità è misurabile in circa 0,2 mm di movimento laterale e di 0,02 mm verticale.

La mobilità può aumentare in alcuni periodi della vita: durante la gravidanza, durante il periodo mestruale, o se si assumono contraccettivi orali (quindi sostanzialmente quando ci sono forti sbalzi ormonali), ma si tratta comunque di condizioni normali e sotto controllo. Quando si sfora oltre questi livelli di mobilità, però, si entra nella mobilità patologica.

A seconda della gravità, si parla di mobilità patologica: 

  • totalmente reversibile
  • parzialmente reversibile
  • irreversibile

Perché la mobilità dentale può essere pericolosa?

Normalmente la stabilità dei denti è resa possibile dal parodonto o tessuto parodontale, costituito dall’osso alveolare, dal legamento parodontale e dal cemento radicolare. Questi sono tessuti che circondano il dente e che formano una struttura che garantisce solidità. Quando invece un dente si muove, significa che, di base, c’è qualcosa che non va proprio con il tessuto parodontale, con le gengive o con gli altri tessuti. Una delle malattie che più frequentemente colpisce questa zona del cavo orale è la parodontite, nota anche come piorrea.

La parodontite è a tutti gli effetti un’infiammazione delle gengive e dell'osso che colpisce una percentuale di popolazione abbastanza alta, composta soprattutto da adulti sopra i 30 anni d’età. Essa è causata dalla presenza di batteri nella bocca, che si insediano fra il dente e la gengiva andando a danneggiare i tessuti.

I pazienti che soffrono di parodontite devono affrontare sia il dolore della malattia, sia tutti i risvolti ad essa collegati, come ad esempio le conseguenze psicologiche legate alla perdita degli elementi dentali. Immaginatevi infatti di ritrovarvi senza i denti, non si tratta solo di un disagio funzionale (ovviamente enorme), ma anche di una questione estetica. L’aumento della mobilità dentale è quindi uno dei primi sintomi da tenere in considerazione quando si sospetta un caso di piorrea, ma ciò che è davvero importante sapere è che, se si interviene per tempo, si può evitare tutto questo. La parodontite è infatti curabile, ma non bisogna tardare con i trattamenti.

La mobilità dentale è poi abbastanza diffusa anche nei pazienti che soffrono di gengiviti croniche. La gengivite è un disturbo al cavo orale che si presenta sotto forma di processo infiammatorio localizzato nei dei tessuti che circondano la base dei denti. La gengivite, insieme alla parodontite, oltre a provocare questa negativa mobilità, è la principale causa di perdita dei denti nei soggetti adulti. Anche questa è quindi una malattia che bisogna tenere sotto controllo e monitorare di continuo: sottoporsi a periodiche visite di controllo presso un odontoiatra rappresenta il modo migliore per prevenire lo sviluppo di qualsiasi problema.

Se quindi ci si accorge di avere un dente che si muove in modo anomalo è di fondamentale importanza contattare il proprio dentista di fiducia. Prenota perciò la tua visita presso il nostro studio, studio odontoiatrico del Dr. Stefano Ferrari, chiamando al numero 0425 707486. I nostri dentisti saranno felici di accoglierti in studio per risolvere il problema.

Altre cause

Le cause della mobilità dentale possono essere diverse. A causare questa condizione possono essere gli ascessi dentali, che conducono anche ad un rigonfiamento delle gengive. Non va sottovalutato nemmeno il bruxismo, ovvero il vizio involontario che conduce ad uno sfregamento continuo delle arcate dentali tra loro, che si verifica specialmente durante le ore notturne; anche questa abitudine viziata può essere alla base di un dente che si muove. Se la mobilità si accompagna ad un consumo dello smalto dentale, al dolore al risveglio e alla tensione muscolare della zona temporo-mandibolare, allora è molto probabile che si tratti proprio di questo. Anche un trauma può provocare la perdita del supporto parodontale e lo stesso risultato può verificarsi in caso di squilibri ormonali (gravidanze, ciclo mestruale, menopausa ecc.). Qualsiasi sia la causa, ciò che è importante è non trascurare un dente che si muove. Ignorare i sintomi può essere pericoloso perché il problema rischia di divenire più grande, di espandersi e di colpire anche altre zone del cavo orale.

Cause della mobilità dentale in sintesi

  • Presenza di un ascesso gengivale o dentario
  • Bruxismo: digrignare i denti durante le ore notturne
  • Gengiviti o Parodontiti
  • Sbalzi ormonali: gravidanze, ciclo mestruale, menopausa

Prevenzione e rimedi

La prima arma a disposizione dei pazienti che presentano una condizione evidente di mobilità dentale è la prevenzione. Periodiche visite di controllo dall’odontoiatra possono aiutare ad individuare il problema e a debellarlo in tempo. Non bisogna poi dimenticare la pulizia professionale, altra arma a nostra disposizione, da effettuarsi almeno 2 volte all’anno. In caso di dente che si muove per parodontite, è poi possibile optare per una terapia parodontale conservativa, avente la capacità di limitarne la mobilità e prevenirne una possibile caduta. Qualsiasi rimedio si scelga di adottare, è sempre doveroso rivolgersi a dentisti esperti, gli unici veramente in grado di individuare la natura del problema e di stabilire la migliore strategia d’azione. Bisogna perciò evitare in qualsiasi caso i rimedi “fai da te” che, oltre ad essere inutili, rischiano soltanto di peggiorare la situazione.

Se anche tu presenti un’evidente mobilità dentale, o se solo sospetti di poterne soffrire, chiamaci immediatamente. È sempre meglio fare una visita in più ed essere sicuri che il problema non sussista, che non ignorare i sintomi e rischiare di peggiorare la situazione. I nostri specialisti saranno felici di consigliarti come agire sulla base delle tue specifiche necessità.

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