Agenesie Dentali (Mancanza congenita dei denti)
In ambito medico, il termine agenesia indica la mancanza di un organo dalla nascita; quando si parla di agenesia in ambito dentistico, invece, il termine indica una mancanza congenita di uno o più elementi dentari permanenti a causa di problemi al follicolo dentale, ovvero all’embrione che costituirà il dente. Ciò che quindi non si verifica è l’odontogenesi, ossia il primario processo formativo degli elementi dentali, che comincia solitamente intorno ai 6 mesi per poi concludersi, al più tardi, verso i 25 anni di età (con l’eruzione dei denti del giudizio).
La mancanza dei denti si registra quindi fin dalla nascita, proprio poiché non è mai avvenuto il loro sviluppo.
Quando si ha a che fare con un’agenesia in un paziente molto piccolo, quindi quando i denti non crescono all’interno dell’arcata di un bambino, si può trattare anche di agenesia dei denti decidui (ovvero dei denti da latte) e, in casi di questo tipo, il dentista deve effettuare un attento monitoraggio nel corso del tempo, valutando quando e come l’assenza dei denti richiede un intervento.
Questa patologia, abbastanza diffusa, può rappresentare un fastidioso problema estetico soprattutto nei pazienti più grandi, e potrebbe costituire un disagio per la persona che ne è affetta, specialmente perché, nella stragrande maggioranza dei casi, i denti mancanti sono gli incisivi laterali. Non si tratta quindi di denti posteriori (come molari o premolari), ma soprattutto degli elementi posizionati nella cosiddetta zona estetica del sorriso, quella più visibile quando si parla o si mangia. È infatti molto frequente che le persone si rivolgano alla nostra clinica proprio in quanto spinte dall’esigenza di cambiare questa loro condizione.
I professionisti dello studio del Dr. Stefano Ferrari possono vantare numerosi anni di esperienza nel trattamento delle agenesie; possiamo perciò garantire assoluta affidabilità e un’ottima riuscita dei nostri interventi su questo tipo di problema. Trattiamo anche i casi di agenesia infantile: per quanto complicata possa sembrare la situazione, l’assenza di denti è ormai facilmente risolvibili. Cerchiamo però di comprendere meglio, prima, quali sono le tipologie di agenesia e come poterle curare.
I vari tipi di agenesia
Le agenesie possono svilupparsi in modo differente a seconda del paziente, ragion per cui vengono catalogate e divise in base alle loro principali caratteristiche; ad esempio:
- L’agenesia totale, caso assolutamente raro ma che alle volte può verificarsi, si presenta come una totale assenza degli elementi della dentatura permanente. Questa condizione così invalidante genera problemi di tipo masticatorio e fonatorio, che ovviamente vanno risolti il prima possibile.
- L’agenesia parziale, invece, si registra in caso di assenza di uno o più denti, ma solo quando il numero è inferiore a 6.
- L’agenesia multipla, infine, si registra in caso di assenza di almeno 6 denti; non si tratta di un’assenza totale, come nel primo caso, ma rappresenta comunque una condizione problematica.
Le agenesie più diffuse, comunque, sono quelle legate agli incisivi laterali e solitamente di presentano in maniera speculare su entrambi i lati della bocca. Quando la condizione che si verifica è proprio quella qui descritta, si tratta di un’agenesia bilaterale: si verifica molto più spesso nelle donne che negli uomini, ma questa non è comunque una costante assoluta.
Perché intervenire subito?
Intervenire subito sulle agenesie è fondamentale per diverse ragioni. Non si tratta solo di andare a risolvere un mero problema estetico che, per quanto sconfortante, non genera problemi pratici, ma appunto di una condizione in grado di investire negativamente la funzionalità dei denti e del morso. In mancanza di alcuni elementi dentali, infatti, il morso del paziente si chiude in modo errato: si generano delle malocclusioni e gli altri denti tendono a divenire storti. Il paziente, quindi, incontra delle difficoltà sia al momento della masticazione che durante la fonazione, quindi durante due attività che sono di vitale importanza nella nostra quotidianità.
Per cercare di evitare lo spostamento degli altri elementi dell’arcata, che hanno la tendenza a chiudere gli spazi liberi lasciati dai denti mai nati, i dentisti ricorrono a degli apparecchi specifici. L’obiettivo, in questo caso, è il mantenimento dello spazio libero perché, una volta concluso lo sviluppo del paziente e terminata la crescita delle ossa facciali (intorno ai 12-14 anni), sarà possibile intervenire con operazioni leggermente più invasive per l’integrazione prostetica. Naturalmente, l’inserimento di protesi vere e proprie non è possibile fino al raggiungimento della maggiore età, ma già dai 12-14 anni è possibile utilizzare apparecchi ortodontici con finalità più mirate.
Cause e fattori di rischio delle agenesie dentali
- Ereditarietà o familiarità della patologia
- Infezioni dentali
- Distruzione del germe dentale (causato da traumi)
- Trattamenti medici invasivi (come chemioterapia)
- Malattie somatiche (scarlattina, sifilide)
- Malnutrizione o rachitismo
- Squilibri ormonali
Il trattamento
Per trattare le agenesie dentali esistono diversi approcci, i quali possono variare a seconda dello specifico caso, dell’età del paziente e delle sue esigenze particolari.
- Operazione di implantologia: consente al paziente di avere un sorriso naturale e completo grazie all’inserimento di protesi fisse ancorate su impianti metallici. Una volta installata la base dell’impianto, ottenuta grazie ad un’operazione chirurgica mini-invasiva, il dentista applica le protesi fisse, che richiamano in modo altamente verosimile le fattezze dei denti naturali. Questo tipo di operazione è però possibile solo nel momento in cui il paziente presenta nell’arcata lo spazio sufficiente all’inserimento degli impianti.
- Applicazione di una protesi tradizionale: si tratta di una protesi mobile, una sorta di dentiera personalizzata costruita in base al tipo di agenesia e quindi in grado di incastrarsi perfettamente nel sorriso del paziente.
- Chiusura dello spazio vuoto con un intervento ortodontico: quando l’agenesia non interessa tanto gli incisivi quanto i molari o i premolari (casi più rari), si è soliti ricorre all’apparecchio ortodontico per operare il riposizionamento dei denti. L’obiettivo, in questi casi, è tappare i buchi presenti nell’arcata per dare al sorriso una forma armonica.
Agenesie dentali in pazienti con minore età
Quando il paziente con agenesia è un bambino, non si può ricorrere all’implantologia. Il dentista, perciò, opta per altre soluzioni temporanee, come quella della protesi mobile. Questa, oltre a dare al bambino un sorriso completo, aiuterà i denti a non spostarsi e quindi a non coprire gli spazi vuoti che saranno fondamentali per una futura operazione di implantologia.
Contatti
Se anche tu hai riscontrato nel tuo sorriso o in quello di tuo figlio l’assenza di alcuni elementi dentali, allora potrebbe proprio trattarsi di agenesia. Ti invitiamo a metterti in contatto con il nostro studio Dr. Stefano Ferrari, così da poter studiare il tuo caso e pensare ad una soluzione.
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