Trattamento della recessione gengivale
La recessione gengivale è una condizione reversibile abbastanza comune che riguarda il cavo orale e la si può notare in numerosi pazienti, tendenzialmente di età adulta. Quando un paziente con gengive ritirate si presenta da noi in studio, siamo soliti spiegargli che si tratta di un mutamento relativo ai tessuti gengivali che consiste appunto nello spostamento del margine della gengiva sopra la zona apicale dei denti.
Questo problema, spesso difficile da diagnosticare nelle prime fasi di sviluppo, si presenta in modo graduale e i pazienti sono soliti rendersene conto per via della crescente sensibilità dei loro denti. La sensibilità si verifica perché l’innalzarsi dei tessuti gengivali porta le radici dei denti ad essere più scoperte e soggette al freddo o al caldo provenienti dall’esterno.
Quando trattiamo l’argomento delle recessioni gengivali ci riferiamo perciò ad un difetto dei tessuti parodontali che porta ad un’importante perdita di attacco degli elementi dentali nell’arcata; in molti casi il fenomeno può essere legato alla presenza di una malattia parodontale, patologia che può divenire problematica se non trattata per tempo da uno specialista. L’effetto visivo generato da questa condizione è un “allungamento dei denti”, che appunto non sono realmente più lunghi, ma che sembrano tali proprio come conseguenza dello slittamento delle gengive. Oltre all’impatto estetico negativo, questo disturbo risulta problematico perché espone le radici dei denti all’azione batterica e favorisce l’alito cattivo e, come accennato, la sensibilità dentinale. Nei casi più gravi, una recessione gengivale mal curata o trascurata può portare alla piorrea o all’insorgenza di ascessi.
All’interno dello studio odontoiatrico del Dr. Stefano Ferrari ci occupiamo molto frequentemente di casi di recessione gengivale e, dopo un’attenta valutazione, procediamo con i nostri migliori trattamenti. Se quindi hai bisogno di un consulto odontoiatrico in merito alle tue gengive, non esitare a contattarci, ma prima di tutto cerchiamo di comprendere meglio cos’è la recessione gengivale.
Esempi di recessione gengivale
La recessione gengivale è un difetto dei tessuti parodontali a volte collegato a malattie come la piorrea. Le malattie parodontali causano una progressiva distruzione dei tessuti che normalmente servono a sostenere il dente; l’osso e la gengiva vengono infatti consumati dalla malattia fino a che non si arriva alla caduta dei denti. La recessione è facile da identificare quando porta con sé l’arrossamento delle gengive, il sanguinamento della zona interessata o un’abbondante presenza di placca e tataro sulla superficie dei denti esposta.
Esistono però dei casi particolari di recessioni anche in pazienti che curano perfettamente la propria igiene orale e, forse, quasi in modo eccessivo. Ci riferiamo alle recessioni da spazzolamento traumatico che si manifestano per via dell’eccessiva foga usata per lavarsi i denti, la quale genera delle fessurazioni della gengiva. Ci sono poi recessioni legate alle abitudini viziate, come quella di mordere i tappi delle penne, mangiarsi le unghie ecc.
Quali sono le cause delle recessioni gengivali?
- Parodontite
- Gengivite
- Malattie ereditarie gengivali
- Presenza di placca e tartaro
- Spazzolamento traumatico
- Bruxismo
- Tabagismo
- Piercing in metallo al labbro o alla lingua (che possono sfregare eccessivamente l’attacco dei denti)
Come intervenire in caso di gengive irritate?
In caso di gengive irritate bisogna rivolgersi immediatamente al proprio dentista di fiducia, che avrà il compito di analizzare la situazione e di comprendere la natura della recessione. Bisogna perciò capire se si tratta di una recessione patologica o piuttosto legata ad abitudini viziate (in questo caso bisogna poi individuare il vizio ed eliminarlo). Proprio poiché necessaria la valutazione di un odontoiatra, il paziente deve preoccuparsi di prenotare delle visite di controllo periodiche, cosa che può fare telefonando al nostro studio al numero 0425 707486.
Come prevenire le recessioni gengivali?
La prevenzione del problema è sempre la prima arma da utilizzare per sconfiggerlo. Prendersi cura della propria igiene orale rappresenta il modo migliore per farlo: è quindi fondamentale attuare quotidianamente un’attenta pulizia di tutti gli elementi dentali dell’arcata, così da eliminare i batteri e la placca presenti in bocca. La pulizia fatta in casa può però non bastare e alle volte bisogna rivolgersi al dentista per una seduta alla poltrona di pulizia orale professionale. Se le recessioni sono ancora di piccole dimensioni, una cura del cavo orale può farle regredire fino a scomparire; se invece le recessioni sono già molto grandi e ad uno stadio avanzato potrebbe divenire necessario un intervento di chirurgia parodontale.
La chirurgia paradontale
Come già detto, esistono casi di recessioni molto avanzate per le quali diviene obbligatorio optare per un’operazione chirurgica parodontale, alla quale si ricorre, però, solo se non ci sono altre alternative. Trattandosi di un intervento invasivo si preferisce infatti evitare e, prima di fissarlo, cercare altre vie. La chirurgia parodontale si occupa quindi di ricostruire la porzione di gengiva perduta nei casi di gravi recessioni gengivali con un intervento dal duplice scopo: salvaguardare la salute dentale e ripristinare l’estetica del sorriso.
L’operazione si concentra sulle porzioni di tessuto che stanno intorno ai denti e inizia con una prima pulizia della zona d’interesse da eventuali residui di placca o tartaro. Il secondo passaggio dell’operazione è invece quello di effettiva ricostruzione delle gengive, che possono essere ricomposte a partire da tessuti del paziente stesso, esportati da un’altra zona della bocca, oppure grazie a innesti di tessuto molle prelevati da altri soggetti.
Questo tipo di operazioni si svolgono all’interno di ambulatori o centri specializzati, come appunto il nostro studio dentistico, e sempre dopo la somministrazione dell’anestesia locale. Questo aspetto deve rassicurare i pazienti, soprattutto quelli più timorosi, che hanno paura delle operazioni specialmente per via del possibile dolore. Il tempo dell’operazione può andare dai 45 ai 90 minuti a seconda del paziente, della situazione clinica di riferimento e delle gengive da ricostruire. Il regime post-operatorio prevede poi una totale astensione del paziente dalle operazioni di igiene orale: le aree che hanno subito l’intervento non devono essere ulteriormente irritate perché rischiano il sanguinamento e bisogna attendere che si compia la cicatrizzazione.
In caso di recessione gengivale contattaci il prima possibile, perché se si dovesse trattare di un problema legato ad una malattia parodontale bisogna intervenire immediatamente, prima che si vada incontro alla perdita degli elementi dentali. Prenota una visita presso il nostro studio del Dr. Stefano Ferrari attraverso il form apposito online. Per il tuo sorriso e per la salute delle tue gengive non affidarti a chiunque, ma scegli sempre e solo dentisti perfettamente formati. Ti aspettiamo in clinica!
